Il tracollo delle COOP di Trieste, Istria e Friuli, patrimonio cittadino, è stato palesemente pilotato. Un’azione politica per favorire interessi privati a discapito di più di 17mila risparmiatori, che di colpo hanno perso il 19% dei loro sudati risparmi, senza contare chi, grazie a questo “bisnizzo” ha perso il lavoro: intere famiglie senza una fonte d’ingresso. Attualmente si parla di un piano di Rientro per l'81% dei risparmi persi entro il 2017, senza però dare date certe.
Uniti per Trieste ritiene che si debba fare qualcosa per tutti questi concittadini in difficoltà, e non solo a parole.
Per aiutare chi si trova in difficoltà e si è visto togliere quasi un quinto dei prossimi risparmi, proponiamo che il comune stanzi una somma per coprire il 19% dei risparmi mancante, ottenendola grazie all'estensione della zona franca all'intero territorio provinciale. Questo impegno sarà accompagnato dallo snellimento delle pratiche burocratiche necessarie per accedere ai rimborsi fornendo assistenza legale e pratica,soprattutto agli anziani che in questa fase risultano essere i più indifesi. Per le persone non autosufficienti verrà creato uno sportello che permetterà di avviare le pratiche senza la necessità di muoversi da casa.
Nessuno sarà abbandonato negli ingranaggi della mostruosa macchina burocratica.
Parallelamente a questa tutela economica e concreta, Uniti per Trieste inizierà tutti i procedimenti legali per far si che chi è stato responsabile di questo disastro economico e sociale paghi la pena che gli spetta, senza nessuno sconto.
Solo restando uniti i triestini potranno abbattere questo sistema politico a dir poco coloniale. L’unica soluzione per la nostra città è essere
