martedì 31 maggio 2016

Un aiuto ai nostri giovani

Nonostante quanto si dica, sono ancora molti i giovani nella nostra città.
A dicembre 2015 i residenti nel comune under 14 erano circa 23.000. Ma quali sono le politiche che il comune sta adottando per loro, visti i dati nazionali, quantomeno allarmanti?
“Il 48,4% dei minori tra 6 e 17 anni non ha letto neanche un libro nell’anno precedente, il 69,4% non ha visitato un sito archeologico e il 55,2% un museo, il 45,5% non ha svolto alcuna attività sportiva. Notevoli sono le carenze di servizi e opportunità formative scolastiche ed extrascolastiche: il 64% dei minori non accede a una serie di attività ricreative, sportive, formative e culturali” (fonte: Save the Children).
I ragazzi hanno bisogno di una guida perché, si sa, l’adolescenza è un’ età molto difficile, ricca di cambiamenti e povera di certezze, soprattutto in un momento storico così particolare. Attualmente i giovani sono bombardati dai social network e vari tipi di media che influiscono pesantemente nella loro formazione e quindi anche nel loro avvenire.
Le certezze al giorno d’oggi sono poche e non tutti i ragazzi riescono ad affrontare le loro paure e i loro dubbi con tranquillità. Se vengono lasciati da soli, senza una guida, i giovani si ritrovano in balia del caso e non è difficile lasciarsi andare alla delinquenza o a varie dipendenze di qualsiasi tipo: purtroppo sono molti i casi di cronaca che negli ultimi anni hanno visto come protagonisti i giovani. A questo si aggiungono i casi di degrado del bene pubblico pubblico, troppo spesso causati proprio dai giovani.
Che fare? 
E’ risaputo che il tasso di delinquenza giovanile è inversamente proporzionale a quello d’istruzione. La scuola è uno dei primi luoghi di socializzazione, e non va sottovalutata. Investire sulla scuola e sulla educazione dei giovani non sono soldi persi, ma sono capitali investiti nelle nuove generazioni, per chi verrà dopo di noi. 
I ragazzi vanno incentivati a frequentare le scuole, che devono essere dotate di aule idonee all’apprendimento, dotate di laboratori e materiali “al passo con i tempi”.
Anche se non sono competenze del comune, perché non dovrebbe decidere di aiutare queste strutture?
Uniti per Trieste propone di attuare dei progetti che uniscano sinergicamente le scuole della città con il comune, con laboratori di educazione civica, dando, per esempio, spazio agli studenti dell’istituto d’arte, nonché quelli più fantasiosi, dove dipingere (ad esempio zone della città vuote che rischierebbero il degrado) o per allestire mostre, aiutandoli e affiancandoli.
Molti ragazzi rinunciano alle proprie passioni e ai propri sogni perché credono siano difficili da raggiungere, molto spesso perché nessuno gli insegna il cammino.
Per questo Uniti per Trieste propone l’istituzione di “tutor”: queste figure sarebbero degli esempi per i giovani. Il comune organizzerà conferenze fatte da atleti, scrittori, musicisti o professionisti di settore affermati, che potrebbero motivare e affiancare i giovani nel raggiungimento dei propri obiettivi. 
Tutte azioni chiare, semplici, fattibili da subito e con un grande impatto per i nostri giovani.

Uniti per Trieste, uniti per i nostri giovani.