Quest’oggi ci ha colpito un commento fatto a un nostro concittadino che purtroppo, come tanti altri, è dovuto emigrare dalla nostra città.
Il commento, fatto da una candidata a consigliere comunale di un’altro schieramento, è a dir poco volgare e insultante, non solo per la persona in questione, ma per i tanti altri cittadini che hanno dovuto emigrare.
Emigrare come tanti altri cittadini. Tanti, tantissimi. Si, perché dal 2005 al 2014 ben 4862 sono stati i triestini che hanno abbandonato la città e, se si calcola anche chi è emigrato a partire dal 2011 con quelli che già vivevano all’estero, si sale a oltre 21700.
Un numero troppo alto.
Se pensiamo al fatto che questi cittadini purtroppo hanno dovuto fare questa scelta perché la città non offriva opportunità e non per “spirito d’avventura”, ci rendiamo conto della gravità della situazione.
Per farlo è sufficiente camminare un po' per Trieste. La città è sempre più vuota: case sfitte da anni, sempre più negozi che chiudono, anche quelli storici, sempre meno giovani per strada. Come pensare di attirarli, se addirittura l’Università, una delle eccellenze di Trieste sta pian piano delocalizzando i dipartimenti in altre città, evidentemente, ritenute più importanti?
Per i giovani rimane poco, sempre meno. Come biasimarli se se ne vanno?
Il commento, fatto da una candidata a consigliere comunale di un’altro schieramento, è a dir poco volgare e insultante, non solo per la persona in questione, ma per i tanti altri cittadini che hanno dovuto emigrare.
Emigrare come tanti altri cittadini. Tanti, tantissimi. Si, perché dal 2005 al 2014 ben 4862 sono stati i triestini che hanno abbandonato la città e, se si calcola anche chi è emigrato a partire dal 2011 con quelli che già vivevano all’estero, si sale a oltre 21700.
Un numero troppo alto.
Se pensiamo al fatto che questi cittadini purtroppo hanno dovuto fare questa scelta perché la città non offriva opportunità e non per “spirito d’avventura”, ci rendiamo conto della gravità della situazione.
Per farlo è sufficiente camminare un po' per Trieste. La città è sempre più vuota: case sfitte da anni, sempre più negozi che chiudono, anche quelli storici, sempre meno giovani per strada. Come pensare di attirarli, se addirittura l’Università, una delle eccellenze di Trieste sta pian piano delocalizzando i dipartimenti in altre città, evidentemente, ritenute più importanti?
Per i giovani rimane poco, sempre meno. Come biasimarli se se ne vanno?
Emigrare o “scappare”, non certo per codardia.
Lontani dalla famiglia e dagli amici.
Senza appoggi e senza certezze, ma con la speranza di poter fare qualcosa.
Noi siamo stufi di questa situazione, e vorremmo fare qualcosa di concreto.
Non rimproveri a chi va via, ma dare incentivi a rimanere; creare un futuro e la speranza a chi appena si sta affacciando alla vita adulta.
In porto vecchio, anziché fare altre unità residenziali stile Portopiccolo e porto san Rocco, che non servono a nessuno se non agli speculatori immobiliari, perché non avviare un polo di ricerca hitech con start up annesse?
Perché non sfruttare il regime speciale internazionale per produrre tecnologie di qualità a prezzi competitivi?
Questo porterebbe la città a diventare una capitale internazionale dell’innovazione, oltre a dare occupazione a centinaia di giovani triestini.
La stessa Zona Franca Territoriale permetterebbe di avere un’ economia più solida: molti triestini sarebbero incentivati ad aprire un’ attività e molte attività esistenti non chiuderebbero, anzi prospererebbero, grazie alla fiscalità vantaggiosa.
Diciamo basta alle promesse vuote della solita classe politica che ci ha portato a questo punto!
Siamo convinti la città meriti di più e solo Uniti per Trieste possiamo fare la differenza.
UNITI PER TRIESTE, LIBERI DI FARE LA DIFFERENZA
Lontani dalla famiglia e dagli amici.
Senza appoggi e senza certezze, ma con la speranza di poter fare qualcosa.
Noi siamo stufi di questa situazione, e vorremmo fare qualcosa di concreto.
Non rimproveri a chi va via, ma dare incentivi a rimanere; creare un futuro e la speranza a chi appena si sta affacciando alla vita adulta.
In porto vecchio, anziché fare altre unità residenziali stile Portopiccolo e porto san Rocco, che non servono a nessuno se non agli speculatori immobiliari, perché non avviare un polo di ricerca hitech con start up annesse?
Perché non sfruttare il regime speciale internazionale per produrre tecnologie di qualità a prezzi competitivi?
Questo porterebbe la città a diventare una capitale internazionale dell’innovazione, oltre a dare occupazione a centinaia di giovani triestini.
La stessa Zona Franca Territoriale permetterebbe di avere un’ economia più solida: molti triestini sarebbero incentivati ad aprire un’ attività e molte attività esistenti non chiuderebbero, anzi prospererebbero, grazie alla fiscalità vantaggiosa.
Diciamo basta alle promesse vuote della solita classe politica che ci ha portato a questo punto!
Siamo convinti la città meriti di più e solo Uniti per Trieste possiamo fare la differenza.
UNITI PER TRIESTE, LIBERI DI FARE LA DIFFERENZA