Nel 1886, a Trieste, nasce il reparto ospedaliero di Malattie Infettive, che viene ubicato all'interno dell'Ospedale di Santa Maria Maddalena, edificio avvolto in una splendida cornice verde composta da alberi d'alto fusto, fiori e piante di varie specie.
Con l’evoluzione della scienza medica e la scomparsa quasi totale di varie malattie durante lo scorso secolo, il reparto Malattie Infettive perde importanza, nonostante resti un punto di riferimento per la sanità cittadina.
Nel 1994 la Giunta Regionale approva le "Linee di indirizzo per la riorganizzazione della rete Ospedaliera Triestina". Il provvedimento, invece di riorganizzare in maniera efficace l’azienda ospedaliera triestina, fa iniziare un lungo e intricato percorso burocratico che, all’italica maniera, ha dato un grande risultato: IL NULLA!
Dal 1999 l'Azienda Servizi Sanitari Triestina inserisce l'ospedale S.M. Maddalena nel "patrimonio disponibile": traducendolo dal linguaggio burocratico, questo corrisponde a dismettere un edificio o un’azienda.
Una volta reso “disponibile” viene rapidamente preparata una variante per “restituire” questo patrimonio alla città. Per restituirlo nella migliore maniera possibile dalla seconda metà del 2007 vengono tagliati alberi secolari e azzerato un parco unico nel suo genere.
Giudicate voi stessi dalle immagini sottostanti.
Nonostante nell’area sia stata prevista una zona di edilizia residenziale e commerciale (vi ricorda un’altra zona che si deve “restituire” alla città?), già dai primi mesi del 2013 l’enorme area si era trasformata un una palude utilissima per ratti insetti e volatili di ogni genere; Una palude non da poco, visto che in alcuni punti il livello dell'acqua è ormai oltre il metro.
Un’altra area restituita alla città per il bene della comunità. Da parco modello a palude in tre mosse!
Per approfondire : http://www.trafioriepiante.it/VitaAlberi/ExOspedaleLaMaddalena.htm




